Polvere ritornerai

polvere, pronto, panno antistatico, spolverare, prodotti per la polvere, dust removalCi sono momenti in cui un uomo deve decidere. Ci sono battaglie che vanno combattute. Ci sono ideali che non ammettono mezze misure. Poi ci sono situazioni in cui bisogna anche fare i conti con la realtà.

Questo pensavo, domenica scorsa quando stavo spolverando. Il raggio di sole, che a raccontarlo è molto più poetico di quando hai lo straccio giallo in mano, mi stava dimostrando l’inutilità di ogni mio gesto. Di ogni mio gesto.
La polvere non si elimina: si sposta. Si sposta di poco. Quando arriva lo straccio si fa da parte… aleggia… si posa.
Se la lingua italiana ha ancora un senso, “spolverare” vuol dire “togliere la polvere, eliminarla”. Quando ci illudiamo di spolverare, in realtà, la stiamo solo rimescolando.

Già li sento, i saputelli del folletto “Ma se tu usi un aspirapolvere, una scopa elettrica, stai sicuro che la polvere finisce lì: nel sacchetto”. Allarghiamo un attimo il punto di osservazione: l’aspirapolvere (è un sostantivo maschile, ditelo ai saputelli del folletto, è ora che sappiano!) funziona a elettricità. Per produrre elettricità, se va bene, bruciamo combustibili fossili. Questo porta nell’atmosfera polveri e ceneri che prima o poi finiscono per posarsi a terra.
Questo finisce per alimentare il ciclo eterno della polvere.

In quasi tutte le religioni esistenti si parla di disfacimento del corpo e di ritorno alla polvere. Perché opporsi a questa verità rivelata? Se sappiamo già come va a finire (“Polvere ritornerai”) perché dannarsi tanto, nel frattempo?

Dicono che l’universo sia nato con un big bang. Ma se non c’era niente, non c’era neanche un’atmosfera dove propagare il rumore di uno scoppio. Quindi uno spettatore teorico, avrebbe assistito a qualcosa molto dissimile dallo scoppio di un petardo. Probabilmente il tutto è stato più simile ad un pugno su un vecchio cuscino. Polvere che esce, quasi nessun suono. Ecco, l’universo è cominciato con un tonfo sordo.

Allora riconosciamo il nostru universo. Conosciamolo. E assecondiamolo. Non passiamo il nostro tempo libero a spostare inutilmente la polvere di qualche decina di centimetri. Riprendiamoci la nostra vita!

Questo pensavo spolverando. Ma poi sento il mio nome. Mi chiamano dall’altra stanza.
“Sì, cara: ho quasi finito. Passo il Pronto sul comò e arrivo…”

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18 comments

  1. Anche a me capita spesso di lasciare liberi i miei pensieri durante attività che non richiedono un grande sforzo intellettivo, mi capita spesso quando lavo la macchina.

    Un saluto

  2. “Aria un po’ viziata,
    quella finestra andrebbe spalancata.
    Tela rovinata,
    e la cornice è tutta consumata.
    Polvere, troppi ricordi, è meglio esser sordi
    e forse è già tardi per togliere la
    polvere”

    Ruggeri ne sa.

  3. Il trucco è soffiarla via, in direzione della finestra aperta. Tanto poi il giovedì c’è la donna delle pulizie.
    (Ignoravo l’esistenza di cotanto Blog, ti offendi se ti inserisco nel mio blogroll? Mi vergogno a vedere un tuo commento sul mio e non averti offerto neanche una pastarella…)

      1. In pratica ti faccio pubblicità sul mio blog, in cambio di una buona parola per quando ci sarà il giudizio universale. Credo che senza cresima e comunione non im vedano di buon occhio…ma credo tu abbia conoscenze…

  4. ah ho capito è tutto vano e invano
    ci proviamo ma non ci riusciamo e se ci fermiamo tuttavia sempre lottiamo
    se sconfiggiamo il vano e l’invano smettiamo? no non è possibile è la nostra natura del fare uff

  5. Dopo questo post ho deciso svegliarmi la mattina e per iniziare bene la giornata partire col mantra, “Memento Homo, quia pelvis es”, vale a dire ‘Ricordati Moka che in ogni caso sei una gran testa di cazzo!”, Ho provato stamattina e devo dire che tutto ciò mi infonde una notevole carica vitale.

    In ogni caso, l’ipotesi per cui Dio, ci aveva le palle girate e ha dato quel pugno al cuscino da cui si è originato il big bang, mette insieme la teoria creazionista e quella evoluzionista dell’acaro che si evolve in homo sapiens.
    Molto interessante. Degna della copertina di Nature.

    Di sicuro aspetterò anch’io a che l’universo abbia finito il suo ciclo di espansione e inizi il big crunch prima di attaccare La Spirapolvere. E se invece non ci sarà il big Crunch ma il big Rip e il cuscino si strappa… beh allora polvere di stelle dovunque, ma non sarò certo io a raccoglierla.

  6. Quando mi capita di spolverare (solo quando mia madre mi costringe con la forza) non mi perdo mica in tutte queste elucubrazioni…mi limito a “Che Palle!”…potrebbe però essere un modo per distrarsi e per non farsi pesare il lavoro! Complimenti!

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