Matrimonio e fegato

matrimonio, celebarazione, nonni, separazione, sacra rota, felicità, Mi sono trovato prima di cena a discutere di matrimonio.
Il discorso prendeva le mosse dal racconto di una di noi, che raccontava del naufragio del suo.
E senza troppi falsi pudori ci siamo trovati a riflettere sulle tante unioni che saltano. E sul fatto che sia peculiare della nostra generazione.

Ai tempi dei nostri nonni non succedeva. Chi si sposava (non erano surrogati del matrimonio) restava sposato per tutta la vita. Ma la vera domanda è: era felice? Erano felici i nostri nonni? Certo: quando si capitava con un coniuge violento o cattivo, la vita diventarva una tortura lenta. Un ergastolo. Senza speranza di grazia. Ma consideriamo il caso più banale: quello di due persone che (semplicemente) non si amano più.

Quando scema questo slancio iniziale, oggi molti finiscono per lasciarsi. Non è immediato, non è mai una cosa facile, ma spesso succede. Una volta invece si restava insieme. Oggi noi possiamo scegliere: ma siamo sicuri di essere più felici?
Ogni vita è un universo che non sarebbe saggio cercare di giudicare dall’esterno. Ma cercando di allontanare un po’ il punto di vista, viene davvero il dubbio che la nostra libertà rischia di renderci meno stabili e più soggetti alla volatilità delle nostre passioni. Facendo queste riflessioni mi sento un po’ un bimbo viziato. Che ha tutto, quindi non si accontenta.

Nessuno di noi ha mai considerato che potesse essere desiderabile tornare indietro, perdere la libertà di scelta. Ma confrontando le storie dei nostri nonni, sembra che alla fine molti di loro sono sembrati più felici di noi. Restando insieme per sempre.
Ecco: è nel “per sempre” che nella nostra mente ci sono troppe riserve. Un dubbio che la nostra cultura evoluta ci ha insegnato ad usare.

Poi all’improvviso una intuizione. Bisogna cominiciare a guardare alla propria vita come a un progetto. E scegliere se vogliamo avere progetti a breve termine oppure a lungo termine.  Risento dopo tanti anni la parola “utopia”. Che impressione.

Viene in mente la figura del Capitano che guarda la bussola e punta verso Ovest. Anche se da Ovest arriva quella perturbazione che rende il cielo nero. Nero e pericoloso. Faticoso. Ma è là che deve andare.
Sembra quasi di poterlo dirimere questo dubbio. Sembra di poterla capire questa vita. Una intuizione appena accennata.

Ma poi un ottimo antipasto di fegatini è pronto e ci sediamo a tavola.

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10 comments

  1. “Per sempre” è per me un’idea stranamente eccitante. Certo, in un orizzonte “per sempre” ci sono un sacco di cose. C’è anche il perdersi per poi ritrovarsi, magari.

  2. Riflettendo sul concetto di progetto a lungo o a breve termine, mi convinco che secondo me è giusto così. E’ giusto che le coppie scoppino. E’ giusto che sbaglino a scoppiare. E’ giusto che chi non ce la fa molli e si rifaccia una vita.
    Alla fine chi molla rende solo più eroico chi invece il miracolo l’ha compiuto.

  3. È una domanda che mi sono posta spesso anch’io.
    È che adesso siamo più esigenti, vogliamo tutto, lo vogliamo subito, vogliamo che sia perfetto, sempre. In realtà, l’amore non è perfetto quasi mai, non è mai completo, non si raggiunge mai facilmente e in maniera istantanea. Ed è difficile, è difficile quando cala la passione dei primi tempi, quando la coppia cambia, quando bisogna affrontare dei problemi insieme, è difficile rimanere in una situazione che non profuma più di nuovo, ma comincia a puzzare di aria viziata. E spesso, magari bisognerebbe solo aprire le finestre e invece ci fa più comodo traslocare, prendi due stracci, il cane e via.

  4. Forse oggi non si è più abituati a considerare quel “lungo termine”.
    Come se tutto e tutti fossimo sottoposti alla stessa scadenza dei latticini non pastorizzati.
    L’amore è un viaggio immenso fatto di lati buoni e lati da scalare.
    Io personalmente nel “per sempre” ci credo moltissimo e lotto per raggiungerlo.

  5. per sempre….io credo che quel per sempre può esistere solo se la nostra capacità d’amare continuamente evolve, così come il nostro ideale d’amore….ogni stagione d’amore ha i suoi particolari arcobaleni, colore e calore diversi…..

  6. E’ una questione molto difficile… Il divorzio, o la separazione, hanno radici diverse per ogni rapporto, ma generalmente parlando credo che prima di arrivare a tale misura bisognerebbe fare di tutto per non far crollare la casa che si è costruita, poiché in quella casa il più delle volte non si abita da soli…
    Ma se felicità vuol dire ognuno per la sua strada, allora la divisione è la soluzione migliore.

    Un bacione,
    Paola

  7. Ti ho trovato, a sorpresa, nel commento sul viaggio in Etiopia di Marinz. Seguo sempre le “tracce”, da “cercatore” quale mi sento, e le tracce mi portano al tuo ultimo post che curiosamente è legato al viaggio etiope. Quanto orizzonte c’è in quel tipo di viaggio? Forse un “patto” ancora più alto di quello matrimoniale. Di sicuro c’è utopia, e negli ultimi tempi ho invece solo sentito la parola distopia…
    A presto, Es.

  8. Molte cose sono cambiate. A cominciare dalla vita che si è allungata e che i tempi sono tutti scivolati in avanti. Ci si sposa da adulti, si è avuto modo di sperimentare un’indipendenza che resta come base importante, non esiste quasi più il rapporto da liceali che progredisce in un matrimonio, spesso si sperimentano molti partners. In questa complessità, a parere mio, un matrimonio può reggere a patto che si comprenda un fatto essenziale: che non risolve la vita, che ha molti limiti, che per reggere alle evoluzioni dei due individui occorre adattabilità, solidarietà, complicità, e molta, molta tolleranza. Altrimenti è un fallimento in partenza.

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