Il racket di Halloween

Halloween non è una tradizione nostra, dai. E sì che ne abbiamo di belle. D’accordo, abbiamo anche tradizioni inutili e insopportabili. Ma in ogni caso sono nostre. Ci parlano dei nostri vecchi. Di come hano vissuto. Spesso ci raccontano di un mondo che era peggiore del nostro. Ma ci raccontano qualcosa della nostra storia.

Di Halloween mi piace la zucca, l’idea di intagliarla. Mi piace pensare a papà con le maniche della camicia tirate su. E bambini attorno un po’ delusi dalla scarsa vena artistica dell’improvvisato intagliatore. Mi piace la candela dentro, che proietta bagliori incostanti di fiammella di cera. E mi piace pensare a mamme che infornano mele cotte e biscotti glassati.

Invee non sopporto il filone dell’orrore. In nessuna delle sue declinazioni.
E meno di tutti mi piace il ricatto. “Dolcetto o scherzetto?” non è altro che “preferisci pagare la protezione (sganciando qualche dolciume) o essere oggetto di terrificanti angherie?”. Per me questa non è apertura a tradizioni diverse. E’ solo una nuova versione, del vecchio racket. Ecco perché ha attecchito così in fretta, da noi.

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7 comments

  1. …ho sentimenti contrastanti per questa festa.
    Sono un’americanofila convinta, ma amo il mio paese, le mie tradizioni. Sono un’italiana vera, un misto di nord e sud che mi fa apprezzare in toto le qualità supreme della mia terra. Ma, non so per quale ragione, ho iniziato sin da piccola ad innamorarmi dell’inglese e della cultura dei paesi anglofoni. Col tempo, in modo del tutto naturale e spontaneo, mi sono avvicinata sempre più alla cultura americana, ai suoi accenti, al suo slang, alle sue concezioni (talvolta assolutamente bislacche) e alle sue tradizioni.
    Mi piacerebbe da matti festeggiare Halloween… ma non qui, non così. Mi piacerebbe essere gradevolmente immersa nel mondo dove quella festa è nata – ma forse questo mi piacerebbe non tanto per la festa in sé, quanto perché sentirmi parte di una cultura che amo mi renderebbe felice.

    Un bacione!
    Paola

  2. Ho appena scritto un post a tema anche io.

    Sono stato in questo splendido paesino nel Viterbese, Calcata Vecchia.

    Un borgo FANTASTICO, che non aveva nessun bisogno di ragnatele, streghe e fantasmi.
    Ho vissuto 2 anni in Irlanda, e quello che ho visto oggi era una parodia davvero senza senso….

  3. Da noi, in Puglia, c’è questa usanza di travestirsi a Carnevale e girare per le strade del paese, bussare alle porte delle case e cantare una filastrocca al malcapitato di turno. La filastrocca diceva più o meno “…dacci un po’ di salsiccia, se non ce la vuoi dare, che ti vada a male” (ovviamente in dialetto).
    Sono usanze antiche, ma credo che ci siano ancora (non sono poi così vecchia)^^.
    Da piccola, con tutti i soldini che raccoglievamo io e le mie amiche, andavamo a mangiare una pizza tutte insieme. Sarà per questo che “dolcetto o scherzetto” non mi pare niente di così tanto lontano da noi :)

  4. Ma fa te… dalle mie parti l’unica tradizione che posso ricordare ai primi di novembre è quella legata al “vin novo”.
    Festeggerei Halloween se abitassi nel Regno Unito… l’altro giorno ho visto dei ragazzini vestiti da fantasmi in giro per la mia via e non ne ero felice.

  5. in sicilia, da dove vengo io, invece di halloween si festeggiano i morti…
    ed è una specie di pre-natale (ma tanto tempo fa, ovviamente, a natale non c’erano i regali)
    così i morti della famiglia (il nonno, la bisnonna, ma anche uno zio sfortunato) portano i dolci (di marzapane) ai bimbi “buoni”.
    e spaventavano i bimbi “cattivi”.
    noi l’altro ieri abbiamo festeggiato halloween, vestiti da fantasmi ma senza ricatti, con la zucca intagliata tutta storta e con i dolcetti portati dai morti (dalla bisnonna siciliana, per l’appunto).
    un mix. perché non puoi estraniare i tuoi figli più di quanto già fai con tutto il resto, ma non vuoi neanche perdere di vista le tue tradizioni.
    melting pot, come la cultura del futuro.

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