Cosa sognano a vent’anni?

mappa gratis guida viaggio bosnia croazia vacanze viaggioUn’amica sta per fare un viaggio per la ex jugoslavia. Spero riesca a fare un viaggio nella ex jugoslavia. E non solo “sopra”. Non solo sospesa tra un’andata e un ritorno. Anzi: spero che le veda e le distingua. Slovenia,  Croazia,  Bosnia, Serbia magari. Chiacchierando le ho raccontato che ci sono stato. Nei primi anni ’90. Quando c’era la guerra. E subito dopo: quando è finita la guerra, ma non è scoppiata la pace. Mi ha chiesto qualche riflessione, qualche spunto, una chiave di lettura.

Ne farà un libro, forse. Non delle mie riflessioni, certo. Di quello che vedrà di persona. Magari anche lavorando sulla differenza tra la realtà ingiallita ascoltato da altri e la realtà personale, quella intrappolata nella sua retina.

Le ho consigliato di andare in posti dove si paga poco. Poco per gli standard di quel posto. Non poco per il peso dei nostri euro. Posti dove la gente comune va. E dove si sente al posto giusto.

Le ho consigliato di passare qualche ora in una stazione di autobus. Penso che le persone che aspettano siano espressive. Anche senza parlarci. Portano bagagli. Sacchetti. Mobili. Pensieri.

Le ho consigliato di prendere una birra alle quattro di pomeriggio. Magari in un bar che del bar ha solo i tavolini di plastica. E al massimo un ombrellone troppo colorato con il logo di qualche multinazionale dell’alimentazione. E di vedere se i giovani lo popolano, in quella strana ora. In un posto vivo, dove c’è lavoro, i giovani si svagano di sera. Non ci naufragano a metà del pomeriggio. E’ una semplificazione tutta mia, ma non mi si chiedeva una regola universale. Solo qualche spunto.

Siamo finiti a parlare di ragazzi di venti anni. Con buona parte della vita davanti. Sarebbe bello poterli descrivere. E attraverso loro riuscire a proiettare il futuro di un popolo. Riuscire a capire cosa sogna oggi, un bosniaco di venti anni. Magari la sua ambizione è un lavoro pagato abbastanza da potersi permettere una macchina rumorosa. Con cui portare fuori le ragazze il sabato sera. E viene da pensare alla differenza coi coetanei italiani. Stessi sogni. Ma minore capacità di accontentarsi. Ed è difficile capire se sia intransigenza o incapacità di essere felice.

Stiamo divagando. Sarà un viaggio difficile da raccontare. Ma se ci riesce, magari, imparo qualcosa anche di me.

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2 comments

  1. Mi fai pensare ai quella volta che volevo a tutti i costi andare in Bosnia. era il 2005 e ci andai.
    E’ bellissimo l’ultimo paragrafo del tuo post.
    Viene davvero facile pensare alle differenze tra qualsiasi ventenne vissuto in posti e momenti difficili e un ventenne italiano.
    Il difficile è raccontare.

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