Intimidazione di stampa(nte).

Era da un paio di mesi che la stampante non funzionava. Una di quelle stampantine da casa che provano a fare da scanner, da fotocopiatrice e da stampante. L’ho smontata. Insomma: ho tolto tutto quello che sono stato capace di togliere senza usare cacciaviti. E poi ho rimontato tutto. L’ho provata e non funzionava. Dopo settimane di indolenza mi sono tristemente arreso all’idea di doverla cambiare.

Stamattina ho staccato per l’ultima volti i cavi e le cartucce. Uscendo di casa, l’ho presa con me. Perché esiste l’obbligo del venditore di ritirare e smaltire il vecchio elettrodomestico a fronte dell’acquisto di uno nuovo… (bla bla bla). E, visto che lo pago come oscuro contributo RAE, cerco di usarlo questo “servizio di smaltimento”.

Forse è la mia indole di cliente rompiscatole, che mi porta a fare così. Forse è che da piccolo guardavo “mi manda Lubrano”. Forse è perché credo nella responsabilità ecologica. Anzi: se me lo chiedete vi darò solo questa ultima spiegazione.

Dopo tutte queste considerazioni verso le otto di questa mattina uscivo di casa. Il PC in spalla, in una mano la stampante e nell’altra tre sacchetti di rifiuti in tre differenziatissimi sacchetti. Sul pianerottolo la stampante mi sta per cadere. La prendo meglio. La afferro a rovescio, riservandole la poca cura di un oggetto da buttare. Mi sorprende un rumore metallico, di qualcosa che rimbalza sul pavimento. Guardo per terra. Una graffetta e una moneta da venti centesimi. Ho un’intuizione. Ma vuoi vedere…

Rientro in casa e riassemblo cavi e cartucce. La provo. Va! Funziona! Minacciando di smaltirla, la mia pavida stampante ha ripreso a fare il suo dovere. Vado in ufficio contento di avere fatto saltare tutte le statistiche sui costi di riparazione di stampanti. La mia riparaione è costata zero: anzi (se considero la monetina che ho recuperato) mi è costata -0,20 Euro. Voglio vedere chi sa trovare di meglio!

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13 comments

  1. Bello! Pare il finale della fiaba di Biancaneve: i nani la piangono morta, il principe se la porta via addolorato ed innamorato, nel tragitto i portatori della bara di cristallo inciampano, la bara sussulta, nel contraccolpo lei sputa il pezzetto di mela e oplà, rivive, e vissero tutti felici e contenti!

      1. Quindi, mi par di capire, non soltanto parole…
        [Una sottilissima violenza fisica sull’oggetto ribelle non ha guastato, interessante!]

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