Citronella & Diavolina

“No, ma il campeggio è bello.” “Per i bambini, saprattutto.” “Sai che esperienza unica per loro, è vivere a contatto con la natura” “Eh ma il campeggio è vero campeggio solo se si va in tenda”.
Chi pronuncia queste frasi ci mette sempre tutti gli ingredienti. Tutti tutti. Campeggio, tenda, bambini, natura, libertà.

Il problema è che di fronte a questi scenari paradisiaci, (noi genitori con un istinto blandamento selvatico) ci perdiamo. E con lo sguardo in alto perdiamo di vista il nostro interlocutore. E dopo qualche frase incoraggiante li vediamo già,  i bambini sereni e sorridenti che giocano rilassati. E ci sembra di sentirlo il caldo “che si può stare in costume fino a sera” e “che non mi ricordo più l’ultimo giorno che ho messo scarpe chiuse” e che. E che e che.
Ma se fossimo più cauti, se non avessimo tolto lo sguardo dai nostri illuminati consiglieri avremmo senz’altro notato che parlano di campeggio, tenda, bambini, natura e libertà. Ma nessuno di loro ha mai una esperienza diretta di tutti e 5 questi elementi. Ne conoscono al massimo tre. Più spesso due o meno.
Chi dice quanto è bello il campeggio per i bambini spesso non ha figli. O non ha la tenda. O è andato in campeggio in bungalow quando non aveva figli. Ma noi, incautamente ci siamo affidati ai nostri sogni e all’ambizione di vedere i nostri bimbi vivere nella natura come piccoli Robinson felici. E siamo partiti.

A dirla tutta dall’inizio: l’esperienza è stata piacevole e assolutamente da rifare. Ma sento l’esigenza di scrivere quello che i consiglieri non vi diranno mai. Non per reticenza: ma semplicemente perché non sanno.

Bagagli: sebbene d’estate si indossino circa 100 grammi di indumenti finiamo per portarci 100 kg di tessuti solo per riempirli di grinze e di frammenti di foglie secche. “ma il golfino di cotone per la sera non lo posso lasciare a casa…”

Zanzare: se si va in un posto caldo, le zanzare lo hanno già colonizzato. La sera si alzano nubi di citronella che spaventano i gabbiani. Sembra di stare sul gange a vedere gli inutili riti di tutte quelle indispensabili candele gialle.

Teli murari: visto che i muri delle tende sono di tela, visto che i campeggi sono spesso un reticolo di piazzole vicine, se si è circondati da gente poco educata si è costretti ad ascoltare i loro discorsi (anche in tedesco, olandese, ungherese, milanese) fino a tarda notte. I campeggi in teoria hanno un’orario per il silenzio. Ma il “tutto esaurito” porta i padroni del campeggio a passare le serate a contare i soldi, più che a girare tra le piazzole e chiedere il rispetto delle regole. E l’uomo vacanziero, spesso, aveva il bagaglio così carico che l’educazione proprio non ci stava.

Barbecue: il campeggiatore pigro pensa al campeggio come a un posto dove farsi grandi mangiate di carne e pesce. Rigorosamente ai ferri. Perché è più naturale. Poi nella realtà si scontra con legna che non prende fuoco e carbonella umida. E ricorre alla famigerata diavolina. Quando si fa sera, si alzano folate di diavolina che fa profumare la pineta marittima come un deposito aeroportuale di kerosene.

Ma se si impara a convivere con zanzare, bambini insonni, animatori insulsi di baby dance, sovraffollamento agostano, poi il campeggio è bello. E si può gustare anche la poesia di un tramonto, assorti un una nuvola di citronella e diavolina.

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5 comments

  1. In effetti la diavolina è un espediente ormai utilizzato da tutti… peccato che non si legga più il Manuale delle Giovani Marmotte che ti insegnava ad accendere un fuoco con poco :)

    Per il resto ho fatto troppo poco campeggio per giudicare e dare consigli… e poi io preferisco la montagna :)

  2. Sono cresciuta in campeggio.
    La prima vacanza in campeggio è stata nell’agosto del ’78 ed io avevo 8 mesi. Ho ancora le foto da qualche parte!
    Il campeggio mi ha sempre dato una grande libertà e tante cose da fare con la mia biciclettina rosa (prima) e con la mia mountain bike rosa e nera (dopo).
    Sono una girovaga per natura e non sto bene se non ho lo zaino in spalla.
    La mia tenda mi ha abbandonato causa uso prolungato e, se non fosse che ho ancora tanto mondo da vedere, le mie vacanze sarebbero sempre campeggianti :)

  3. io amo il campeggio sotto la pineta con i bambini (hazz, ormai non ho più bambini) e ho una tenda, mi voglio mettere il costume il primo giorno e levarmelo l’ultimo. Cosa manca?

  4. Ho trovato questo blog da poco, navigando nel fantastico mondo del web.
    Complimenti!
    Per quanto riguarda questo post, vorrei aggiungere la mia opinione: ogni esperienza ha, bene o male, i suoi pro e contro. Nel caso specifico, i “pro” mi sono molto più evidenti prima e (parecchio) dopo l’esperienza in tenda. Durante il campeggio, soprattutto passata la soglia dei 15 giorni, i “contro” vincono di parecchie lunghezze. Ma forse è l’età.

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