Cabina

Non credevo che mi sarei mai trovata in questa situazione. E non trovo neanche i centesimi da inserire in questa maledetta cabina. Sento le gote bollenti e non so se è l’adrenalina o le lacrime o gli schiaffi che mi ha dato lui. Mi trovo in strada con le poche cose che mi ha lanciato dietro e non so cosa fare. Vedo una cabina. Anche se da anni non le uso e non hanno più la forma di una cabina. Non ho fatto in tempo a prendere il mio cellulare. O l’ho perso in tutta questa disperazione.

Chiamo Vera. Solo lei mi viene in mente. Tra  amiche ci siamo sempre aiutate. Ma non so bene cosa chiederle. La moneta rotola piano nelle budelle del telefono sporco e prendo la linea.

Inizio a piangere. Ancora. Più forte. Mi escono solo parole incomprensibili, ma mi serve sentire la voce di Vera. Lei mi risponde. Cerco ancora di parlare, ma escono suoni che non sono parole. E lei “Non so chi è ma è uno scherzo stupido”. Riappende. Tu tu tu tu tu…

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