Bulimia letteraria

Nutrirsi è una necessità. Ma anche un bene. Ci fa crescere, diventare forti, restare in forma.

Ci nutriamo di cibo. E siamo guidati per mano a consumare la merendina, il formaggio, la marmellata, le mele più buone… Ci nutriamo anche di cultura. Di musica di immagini di libri.

Chi mangia poco e sa scegliere bene un vino o un piatto è guardato con ammirazione. Ma al crescere del consumo di cibo cominciamo a portarci verso una zona pericolosa. Le persone grasse sono considerate come persone brutte, trattate con compassione e lasciati ai margini. E al crescere dell’indice di massa corporea, cresce anche la distanza.

Chi si nutre di libri viene considerato una persona colta. Chi sa scegliere bene un libro si fa guadagna subito un’ottima reputazione. E più legge più lo consideriamo degno di rispetto e di attenzione. Chi legge tanto, chi legge sempre, viene guardato come si guarda ad un mito inarrivabile.

Basta! Bisogna cominciare a considerare anche la lettura ossessiva e compulsiva come una vera e propria malattia sociale.

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